• Giuseppe Giordano

Fundraising: come rendere la tua campagna sostenibile e partecipata

Aggiornato il: giu 18

Fare politica o associazionismo non è gratis. Anche fare del "semplice volontariato" ad esempio per salvare i delfini spiaggiati implica affrontare dei costi. Per sostenere tali spese e allo stesso coinvolgere sempre più attivisti e sostenitori esiste una pratica sempre più diffusa: il fundraising

Uomo mette moneta in un barattolo
Fundraising
Mannaggia ai soldi e a chi li ha inventati!

Non so quante volte ho sentito questa espressione! Eppure, a meno che non si viva in qualche remoto villaggio ancora inesplorato del pianeta, i soldi sono necessari per fare qualsiasi cosa: per acquistare cibo, per trovare un riparo sicuro, e anche per fare quelle cose che solo in apparenza sembrano gratuite come la politica o il volontariato.

Che poi pure fare politica è per certi versi volontariato... ma andiamo avanti!

Chiunque volesse combattere per una qualsiasi causa pensando di limitarsi a prestare soltanto le proprie energie fisiche o mentali per risparmiare sul denaro, presto dovrà ricredersi, perché non esiste attività a costo zero. E chi ci è già passato, lo sa benissimo.

Ammettiamo volessimo distribuire dei volantini per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di una casa di cura di reperire i fondi per i pazienti. Oppure, se volessimo essere ancora più ecologisti ed evitare di "sprecare" carta (termine comunque improprio), ammettiamo volessimo spedire email massive. In entrambi i casi ci sono sempre dei costi da sostenere: vuoi la progettazione e la stampa dei volantini, vuoi la progettazione delle email e l'acquisto dei software per il loro invio in massa (o anche semplicemente per il pc...), ci sono sempre delle spese piccole o grandi cui occorre far fronte.

È possibile dunque fare qualcosa per reperire denaro utile alla nostra causa e allo stesso tempo due mani in più che possano aiutarci e sostenerci? Sì! Mettendo in atto un bel piano di fundraising!


FUNDRAISING: PIÙ DI UNA SEMPLICE RACCOLTA FONDI

Se la traduciamo letteralmente in italiano, la parola fundraising significa "raccolta fondi", ma in realtà essa consiste in molto altro.

Come scrive uno dei massimi esperti del settore, Raffaele Picilli, sul suo Fundraising e Comunicazione per la politica:

«il fundraising è l’insieme di princìpi, tecniche, strategie e azioni che un'azienda non profit deve mettere in atto affinché si sviluppi, nel tempo, un continuo afflusso di risorse finanziarie e umane elargite gratuitamente per sostenerne le attività».

Si tratta dunque di raccogliere fondi o beni, ovviamente in maniera del tutto regolare, e destinarli ad uno scopo specifico. Nel contempo, mettendo le persone al centro del progetto e della campagna di comunicazione, esso stimola la partecipazione fattiva di attivisti, volontari, sostenitori (peopleraising).

Il rapporto diretto e assiduo con questi ultimi è fondamentale per avere non solo donazioni continue, ma anche per raggiungere l'obiettivo della mobilitazione. Al donatore farà piacere vedere il palco che lui ha contribuito ad allestire, gli farà piacere sedersi sulle sedie che ha acquistato, sarà contento di indossare la spilletta realizzata anche col suo contributo per sostenere la causa sposata.

Quando il donatore contribuisce e ottiene in cambio ascolto e compartecipazione, sarà più invogliato a partecipare e a contribuire sempre di più, a donare ripetutamente, a fare sua la causa scendendo personalmente in campo.

Il fundraising non va risolto a mera questione di soldi. È il progetto e chi lo incarna il vero motivo della transazione.

Come sostiene James M. Greenfield, infatti:

«il fundraising è la capacità di coinvolgere risorse su una causa sociale e non l'atto di elemosinare soldi da parte di una organizzazione in crisi economica».

FUNDRAISING VUOL DIRE FIDUCIA

Proprio perché fare fundraising significa richiamare a sé risorse umane ed economiche, ancor più centrale è l'aspetto legato alla finducia da instaurare col donatore e alla comunicazione assidua, puntuale e trasparente che bisogna attuare nei suoi confronti.

Affinché il donatore si senta motivato a donare e partecipare è necessario definire una vision precisa della campagna, qual è la visione d'insieme: "dove stiamo andando e dove vogliamo arrivare".

Occorre definire una mission, il perché l'organizzazione è nata o perché il candidato scende in campo. La mission deve essere precisa, chiara e sintetica.

Infine bisogna definire la buona causa, cioè il motivo della donazione, il perché quella particolare donazione va fatta e dove andranno a finire quei soldi, in quale specifico progetto o utilità.

Di tutto questo, il donatore – che può essere una persona fisica, un'azienda o un qualunque altro ente privato (fondazioni, associazioni, ecc.) – andrà ringraziato e costantemente aggiornato.


FUNDRAISING PER TUTTI: DALLA POLITICA AL SOCIALE

Le tecniche di fundraising possono trovare applicazione in ambito tanto politico (partiti e singoli candidati) quanto sociale (associazioni, Terzo Settore, ecc.), ma ovviamente le modalità di applicazione sono diverse tra i due campi. Se, ad esempio, nel Terzo Settore abbiamo normali donatori, in politica avremo i donatori-elettori, ovvero cittadini che, oltre a donare fondi, presumibilmente voteranno anche per il partito o il politico che hanno deciso di sostenere economicamente. Perché a ogni euro donato quasi certamente corrisponderà un voto espresso.

Come abbiamo visto sull'annuncio della candidatura e sull'inizio della campagna elettorale, anche per il fundraising il timing è importante. La macchina organizzativa di fund e peopleraising deve partire insieme alla campagna, con almeno 6-12 mesi di anticipo rispetto alla data del voto. Nel Terzo Settore, invece, non ci sono scadenze impellenti, se non quelle che ci si impone per chiudere la campagna e raggiungere l'obiettivo o per motivi fiscali.

Cosa bisogna fare per utilizzare bene il fundraising? Sempre secondo le raccomandazioni di Picilli, bisogna ricordarsi che:

  1. Nel fundraising è molto importante il rapporto diretto tra donatore e associazione. È sempre molto importante, ma lo è ancora di più in campagna elettorale, dove il rapporto è tra donatore-elettore e partito o candidato. Il donatore-elettore deve sempre essere al centro di tutte le azioni di fundraising, perché è lui la causa, lo riguarda direttamente e alla fine dovrà esprimere il suo voto, oltre che donare;

  2. Nel fundraising non è importante tanto la prima donazione quanto le successive, che servono a mantenere "caldo" il donatore e tenere viva e far crescere la campagna elettorale o di raccolta;

  3. Nel fundraising non c'è mai spazio per l’improvvisazione: o si conosce la materia o è meglio lasciar perdere.


Per approfondire l’argomento puoi leggere anche: Raffaele Picilli-Marina Ripoli: “Come raccogliere fondi per la politica”, Rubbettino Editore oppure Raffaele Picilli-Marina Ripoli: “Fundraising e comunicazione per la politica”, Rubbettino Editore.


Desideri costruire una campagna intrigante e partecipata? Vuoi coinvolgere i donatori nella tua causa ed evitare di sobbarcarti personalmente e per intero i costi?


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